giovedì 27 gennaio 2011

Anche il Sindaco di Oriolo si oppone al "piano regionale dei rifiuti", proponendo alternative

Opposizione al piano regionale dei rifiuti e al termovalorizzatore nella Tuscia, le proposte di alcuni sindaci locali

“Sarà mai possibile mettere in pratica nella Regione Lazio e in particolare nella Provincia di Viterbo la nota filosofia delle “quattro erre”, riconosciuta e sancita dalle direttive comunitarie e dal Codice dell’ambiente? Si potrà ridurre, riutilizzare, riciclare e recuperare, chiudendo finalmente il ciclo dei rifiuti senza bruciare e senza aprire nuove discariche?

Il Piano regionale dei rifiuti, presentato martedì pomeriggio nella sala delle conferenze della provincia dall’assessore all’ambiente, appare per le sue caratteristiche contraddittorio e privo di prospettive sostenibili. Da una parte, obbliga i comuni che non hanno introdotto la buona pratica della raccolta differenziata a farlo, dall’altra, investe sull’incenerimento per la chiusura del ciclo. Ora, delle due l’una, o si brucia o si differenzia.

Le nostre comunità orgogliose delle proprie azioni virtuose e attente all’ambiente, al paesaggio e, non da ultima, alla salute sono giustamente preoccupate quando si parla di chiusura del ciclo dei rifiuti attraverso proposte di incenerimento o, come viene impropriamente definita, termovalorizzazione. Soprattutto dopo aver intrapreso la strada dello sviluppo sostenibile e della valorizzazione del territorio e delle sue vocazioni. Dopo aver introdotto la raccolta dei rifiuti porta a porta, il compostaggio domestico per l’autogestione della frazione umida e il recupero dell’olio alimentare esausto per la trasformazione in biocarburante, non senza dimenticare l’installazione di distributori alla spina di acqua pubblica, microfiltrata, declorata, refrigerata, naturale o frizzante, di latte fresco non pastorizzato come di detersivi sfusi per ridurre i quantitativi dei rifiuti, in particolare della plastica.

Le nostre comunità, che ci onoriamo di amministrare come sindaci, assessori e consiglieri, ritengono doveroso, soprattutto verso le generazioni future, raggiungere un ulteriore ambizioso obiettivo, quello dei Rifiuti Zero.

Infatti, il nostro obiettivo è di ridurre, recuperare, riciclare e riutilizzare i materiali altrimenti destinati in discarica. Per fare questo occorre innanzitutto organizzare la raccolta differenziata. La sua gestione non è un problema tecnologico, bensì organizzativo. Il valore aggiunto di una simile scelta risiede nel coinvolgimento e nella condivisione dei cittadini verso politiche e pratiche tese alla sostenibilità ambientale.

Il secondo passo prevede l’introduzione della raccolta spinta porta a porta, unico sistema in grado di raggiungere in breve tempo e su larga scala quote percentuali superiori al 70%. Fondamentale poi è realizzare un impianto di compostaggio comunale. Il quarto passo muove verso la realizzazione di piattaforme per il riciclaggio e il recupero dei materiali per reinserirli nella filiera produttiva. E ancora, come già sostenuto, diffusione del compostaggio domestico, sostituzione delle stoviglie e delle bottiglie di plastica, fare uso dell’acqua del rubinetto, utilizzo dei pannolini lavabili, acquisto alla spina di latte, bevande, prodotti alimentari, detersivi e ricorso alla sporta per la spesa.

La sesta mossa contempla la realizzazione di centri per la riparazione, il riuso e la decostruzione di edifici, dove beni durevoli, infissi, mobili, sanitari, vestiti, elettrodomestici vengono riparati, riutilizzati e venduti. Bisogna tuttavia premiare il comportamento virtuoso dei cittadini, incoraggiandoli a fare acquisti più consapevoli. Come? Introducendo una tariffazione che faccia pagare le utenze sulla base della produzione dei rifiuti non riciclabili da raccogliere.

Dopo tutto questo, occorre un impianto di recupero e selezione dei rifiuti al fine di recuperare eventuali materiali sfuggiti alla raccolta differenziata e impedire che rifiuti tossici possano essere inviati nella discarica pubblica transitoria e stabilizzare la frazione organica residua. Il penultimo passo prevede la corretta chiusura del ciclo e l’analisi del residuo a valle della differenziata, il recupero, il riutilizzo, la riparazione e il riciclaggio con il fine di riprogettare gli oggetti a livello industriale, di estendere alle imprese la responsabilità sociale del produttore, di promuovere le buone pratiche di acquisto, produzione e consumo.

Con la strategia Rifiuti Zero si è oltre il riciclaggio. Tuttavia senza raccolta porta a porta e compostaggio domestico non può esservi Rifiuti Zero, una strategia che diviene a sua volta un vasto percorso di sostenibilità e che permette di fare scelte responsabili a difesa del pianeta e della nostra salute. Le donne e gli uomini della nostra provincia sono persone sensibili, i nostri giovani sono orgogliosi, le famiglie sono pronte giorno dopo giorno a contribuire, con passione e divertimento, a una nuova configurazione della Tuscia, più bella, presentabile, accogliente, sostenibile.

Queste sono le nostre proposte per un Piano dei rifiuti coerente e moderno, basato sui reali bisogni e sulle aspettative dei cittadini nonché sulla redistribuzione del reddito. Differenziare, dunque, e non bruciare, comporta incentivare piani di ricerca e sviluppo nell’ambito delle nuove tecnologie ambientali e posti di lavoro. Sì, lavoro per tanti giovani delle nostre comunità! Pertanto, ferma sarà la nostra contrarietà nei confronti di un Piano regionale dei rifiuti che, nonostante la sua mole esorbitante, si pone il solo obiettivo di bruciare, inquinare, produrre ceneri altamente pericolose e quindi nuovi rifiuti inertizzati per assecondare interessi più o meno legittimi di privati investitori sulla testa delle popolazioni che nel territorio vivono e lavorano”.

Alberto Bambini, sindaco di Acquapendente

Bengasi Battisti, sindaco di Corchiano

Italo Carones, sindaco di Oriolo Romano

Livio Martini, vicesindaco di Corchiano

Maurizio Palozzi, sindaco di Canepina

lunedì 17 gennaio 2011

Riceviamo e pubblichiamo

Manifesto del Centrodestra (UDC, La Destra, Pdl)

IL PARTITO DEMOCRATICO SI SPACCA ...

ED ORIOLO E' ALLA DERIVA

Le ultime vicende e la crisi all'interno del Partito Democratico di Oriolo Romano, aprono uno scenario preoccupante e instabile per il futuro dell' attuale amministrazione comunale nel nostro paese.

La grande "prova democratica" delle primarie per la scelta del nuovo aspirante primo cittadino chissà se ci sarà; erano state fissate prima ad inizio Dicembre, poi per il 23 Gennaio prossimo, ma la spaccatura all’interno del PD con conseguente defilazione dell’attuale viceSindaco ha portato ad una sola candidatura come nelle migliori dittature ed ha creato una situazione quanto meno imbarazzante sui banchi del Consiglio Comunale.

La "grande corazzata" PD che tanto si mostra unita, omogenea e operosa agli occhi degli Oriolesi, in realtà ne esce fortemente ridimensionata, scissa, disgregata e ferma nel tentativo vano di risolvere i suoi problemi interni anzichè quelli del nostro paese, causando quelle inefficienze che hanno portato a perdere anche dei finanziamenti regionali.

Ma è possibile che deve essere sempre la cittadinanza a pagare sulla propria pelle la disorganizzazione e i personalismi di cui si rende protagonista questa amministrazione?

Se in uno schieramento che amministra un Comune, non c'e' più sintonia ma nascono conflitti e attriti che danneggiano l'interesse primario, cioè il bene di Oriolo, non sarebbe meglio ammettere i propri errori e sciogliere subito il Consiglio Comunale?

Questo si che sarebbe stato un gesto nobile di coscienza, moralità e coerenza, valori che tutti i componenti di questa maggioranza hanno ormai dimenticato da tempo!!!

Cosa ne pensa, dell’attuale situazione interna, il rappresentante dei giovani del PD Emanuele Rallo che tanto si è battuto per una condotta democratica nel suo partito?


(*) solo l'immagine è stata scelta dalla redazione di CivicaOriolo

mercoledì 29 dicembre 2010

ORIOLO: SCISSIONE NEL PD ! ! ! . . . humor ! ? !



Quello che era nell’aria e che i Dirigenti Provinciali e Zonali del partito avrebbero voluto evitare si è puntualmente verificato: in seno al PD di Oriolo si è consumata una vera e propria scissione politica, tanto è vero che saranno sicuramente due le liste di centrosinistra in vista delle Amministrative del 6/7 giugno.

Due liste già quasi pronte, di cui si conoscono già i rispettivi candidati a sindaco che, sebbene omonimi, si troveranno su due fronti opposti a contendersi la guida della futura Amministrazione Comunale.

Si tratta di Simona Colotta, giovane Segretario in carica dello stesso partito, figlia dell’avv. Felice, esponente storico della sinistra e già sindaco di Oriolo e di Franco Colotta, esponente di spicco del PPI prima, della Margherita dopo e infine del PD, con una lunga esperienza amministrativa in qualità di vice-sindaco e di Assessore.

La prima guiderà una lista formata da un pezzo del PD, da Rifondazione Comunista, da una parte dell’UDC e aperta alla società civile; il secondo invece sarà a capo di un’altra lista formata dall’altro pezzo di PD non allineato con la Segreteria, dell’altra parte dell’UDC e aperta anch’essa alla società civile.

I contatti all’interno del partito per fare chiarezza e trovare un compromesso sono stati lunghi e laboriosi, senza però addivenire alla tanto sospirata unità interna.

Anche se di ufficiale non è mai emerso niente, pare che il discrimine tra gli uni e gli altri fosse rappresentato dal giudizio sull’operato dell’esecutivo uscente guidato dal dr. Nicola Pugliese. Da qui due posizioni che si sono via via radicalizzate fino a portare ad una scissione che, a parole, nessuno voleva, ma che nei fatti forse nessuno ha cercato di evitare.

Il tentativo di ricucire lo strappo e di superare vecchie divisioni da parte del giovane Segretario Simona Colotta, eletta anche per adoperarsi in questa direzione, non ha sortito dunque l’effetto sperato. La conferma viene dalle due liste che, da quanto si dice in giro, dovrebbero monopolizzare il consenso elettorale, visto che sull’altro fronte, smembratosi anche l’UDC, pare non ci sia alcuna iniziativa in atto per dar vita ad una eventuale terza lista.
Pino La Rocca

martedì 21 dicembre 2010

PARCHEGGIA NEL POSTO INVALIDI MA IL CONTRASSEGNO E' SCADUTO E L'INVALIDO A CASA: DENUNCIATA 58ENNE


ORIOLO ROMANO - Denunciata per truffa. E' quanto accaduto durante un controllo della Polizia Locale. Una donna di 58 anni, R.P. di Bassano Romano, è stata multata poiché sostava, con la sua auto FIAT SCUDO, sul posto riservata ai titolari di contrassegno invalidi.

Sul parabrezza gli agenti hanno notato che era esposto un contrassegno invalidi del Comune di Bassano Romano scaduto, posizionato in maniera da renderlo parzialmente occultato.

Il contrassegno risultava intestato ad un uomo non presente nelle vicinanze del parcheggio, ed era scaduto ad agosto 2010.

L'uomo si è scoperto essere a casa, pertanto l'auto è stata contravvenzionata e per la donna è scattata la denuncia per truffa.

Il contrassegno è stato sottoposto a sequestro penale.

NewTuscia

martedì 14 dicembre 2010

ORIOLO ROMANO, VIA LAZIO: DA CAMEL TROPHY...


Notizia da: NewTuscia

Nel lungo elenco delle strade del territorio Oriolese ridotte in pessime condizioni, va contemplata sicuramente anche Via Lazio, strada una volta secondaria, ma ormai divenuta molto importante in quanto collega Terra fredda, la parte alta del paese densamente abitata, con il centro e particolare non da meno, ulteriormente frequentata per via della sua adiacenza con la stazione ferroviaria e con la zona commerciale. Nel corso del tempo, i disagi non hanno accennato a diminuire anche perché nel frattempo di interventi sulla strada non si é vista l'ombra, o quanto meno di interventi seri, visto che tali non si possono chiamare le semplici "rattoppate" alla meno peggio.

Le continue lamentele di chi quella strada la percorre quotidianamente, sembrano rimanere inascoltate da l' attuale amministrazione comunale di centrosinistra, che proprio del decoro e sicurezza delle strade aveva fatto il suo cavallo di battaglia nell' ultima campagna elettorale per il comune, promettendo a destra e a manca (forse per rimediare voti ?) interventi immediati in tal senso.

La Destra già in primavera aveva sollevato il problema delle numerose strade in dissesto, allo scopo di ottenere un intervento deciso in breve tempo, ma come da copione le nostre speranze sono rimaste tali. Noi semplicemente vorremo sapere, come mai l'amministrazione non considera questi interventi di risistemazione del manto stradale come interventi di priorità assoluta ?

Considerato che una strada in simili condizioni oltre a creare notevoli problemi per i conducenti e danni per gli autoveicoli, Ú anche pericoloso per la circolazione.

Chiediamo quindi nuovamente come e se si intende intervenire in merito, dal momento che le amministrazioni passano e in maniera fin troppo evidente ignorano nei fatti questo problema che, quotidianamente, costringe i numerosi abitanti di questa zona a circolare su un manto stradale ridotto ormai da troppo tempo in condizioni quanto meno precarie.

Perchè vengono spesi soldi su cose di secondaria importanza ed invece non si pensa alle priorità come la sicurezza stradale ?

Gabriele Caropreso (Segretario La Destra Oriolo Romano)

lunedì 13 dicembre 2010

Ferrovia Roma-Viterbo, per i pendolari il ritardo è routine


I pendolari laziali sempre più in difficoltà. Secondo l'indagine effettuata da Cittadinanzattiva, della durata di tre mesi, dal titolo “Il trasporto ferroviario e l'igiene urbana: la valutazione civica nei servizi della Regione Lazio”, i mezzi di trasporto su ferro (ferrovie, metro e tram) risultano sporchi, in ritardo e sovraffolati.

Di particolare disagio a condizione dei pendolari del treno Latina-Roma Termini che nel 75% dei viaggi partono in ritardo, in media di ben 13 minuti. Poco meglio va ai pendolari di Viterbo, il cui treno già in partenza accusa nel 68% dei casi un ritardo, in media di 6 minuti, e ai pendolari della Nettuno-Roma Termini, in ritardo nel 55% delle partenze, in media di 4 minuti.

Se si parte in ritardo, facile immaginare l'arrivo: certi di arrivare tardi (accade nel 94% dei casi!) i pendolari della Roma-Viterbo, che a destinazione accusano un ritardo medio di 9 minuti. Il ritardo medio è perfino maggiore per i pendolari pontini con una media di circa 15 minuti, ma il disservizio si registra “solo” 55 volte su 100.

notizia da: OnTuscia

giovedì 9 dicembre 2010