martedì 31 maggio 2016

AVANZO DI BILANCIO DEFICIT DI AMMINISTRAZIONE





IN QUESTO  POST DELLA  PROPRIA PAGINA  FACEBOOK     LA LISTA INSIEME  PER ORIOLO , IN RISPOSTA   A  CRITICHE RIGUARDO   ALL’INDEBITAMENTO   DI CASSA     DEL COMUNE DI ORIOLO   MESSO IN RISALTO  DALLE LISTE  CAMBIA ORIOLO  ED  L’ALTRA  ORIOLO ,

  SNOCCIOLA UNA SERIE DI DATI   LUSINGHIERI  RIGUARDO  ALL’AVANZO   DI AMMINISTRAZIONE.

  NOI  PERO’ VOLEVAMO  SOTTOLINEARE  ED EVIDENZIARE ALCUNI SE PLICI  CONCETTI  :    MA SE  IL BILANCIO  CONSUNTIVO   SI PRESENTA CON QUESTI AVANZI  PERCHE’  LE TARIFFE   A CARICO  DEI CITTADINI  AUMENTANO , PERCHE’  L’AMMINISTRAZIONE  AFFERMA  SPESSO  CHE  CON  LA CRISI   NON CI SONO  FONDI PER INTERVENIRE   SULLE    STRADE (RICORDATE  IL CRATERE  E CONSEGUENTE  LAGHETTO   IN VIA LAZIO )   NELLE SPESE GENERALI DELLA SCUOLA ,  NELLA  SISTEMAZIONE  DEL VERDE    ,   NELLA SISTEMAZIONE CIMITERIALE   E NELLE ZONE   CON UN BASSO INDICE  DI DECORO  URBANO.

   ECCO QUESTA  E’ UNA DOMANDA   A  CUI “ INSIEME PER ORIOLO “   DOVREBBE  RISPONDERE   AI CITTADINI,   NOI PENSIAMO   CHE   MOLTO SPESSO   ALLA CATTIVA GESTIONE  AMMINISTRATIVA   SI CELI ANCHE  UNA CHIARA STRATEGIA    :   SI AUMETANO  LE TARIFFE  , NON SI FANNO DETERMINATI LAVORI   E SI ASPETTANO   GLI ULTIMI ANNI   DI AMMINISTRAZIONE  OD ADDIRITTURA L’ULTIMO MESE IN CAMPAGNA ELETTORALE    PER ESSERE   SUPER ATTIVI .

  MA QUESTO  CON IL CAMBIAMENTO    E’ LONTANO ANNI LUCE  ,  QUESTA NON E’ BUONA POLITICA,    E’ VECCHIA   POLITICA   , LA PIU’  STANTIA CHE CI SIA
LA REDAZIONE DI CIVICAORIOLO


lunedì 30 maggio 2016

SCURDAMMOCE O PASSATO………




 

Nel confronto   di Domenica 22 maggio 2016, tra i candidati a  Sindaco è emersa una strategia chiara,  fin   troppo scontata , furba da parte     del candidato della Lista Insieme per Oriolo .

Emanuele  Rallo piuttosto che mettere   in luce le buone pratiche amministrative degli anni scorsi, ha più volte enunciato che lui guarda al futuro, che di futuro   vuole parlare, che sul futuro vuole essere  giudicato e premiato .

  Diamo  ragione  al candidato  Rallo  perché    purtroppo   per Lui  e per i cittadini  oriolesi ,   tante  sono state  le mancanze  della   sua maggioranza   come  ben  illustrato  dal  candidato Tommassino  Torzi,  infatti  se si studia   attentamente   e si confronta  il programma  2011  con quello   2016   emergono    numerosi e significativi  punti programmatici non rispettati   e che    si ripropongono    adesso  come  se   niente fosse  .

  Vogliamo parlare di tutta la problematica delle zone di completamento,  della   convenzione  di Via Lazio,  zona Peep  , delle promesse   di  investimento  nelle zone  più  esterne  come  la Castellina, Ponte Striglia ,   da parte dell’Acea  per quanto riguarda  la rete idrica e del Comune per quanto riguarda le strade   vicinali .

  Dei lavori nel centro Storico   come le famose  “Facciate  “  incompiute   e fatte   in  modo maldestro  in riferimento ai capitolati   di spese , della situazione  del palazzo   del Governatore       fonte  di polemica  anche con  la  lista   L’Altra oriolo .

Nel dibattito  la   lista   Scelta  Comune   ha  poi  messo l’accento  sulla raccolta   differenziata ,  si e’ fatto notare    che   esisteva   già dal 2010  un  finanziamento  di ben 170000,00  euro che  prevedeva  programmi  ,  data base  e strumentazione tipo palmari  che   se messa  in  atto   avrebbe  permesso  al Comune di realizzare una  tariffa   a carico  dei cittadini  più puntuale   e  giusta ,  in riferimento  alla  reale  produzione  del differenziato  (di tale utilizzo   ne sono scomparse le tracce )  come opaca   e   non trasparente      sono le tonnellate di   materiale  riciclato  che avrebbero  potuto e dovuto alleggerire    la tariffa, costruendo  un bando   più premiante   a favore dei cittadini  che invece   subiranno  aumenti significativi  di  tariffa . 
Di  futuro  bisogna  parlare  ma per parlarne  bisogna   aver fatto ,  i conti con il recente passato  ed   Emanuele Rallo   è corresponsabile  suo malgrado  di  criticità   e manchevolezze .  

La  redazione di  Civicaoriolo

venerdì 27 maggio 2016

FACCIAMO CHIAREZZA PUBBLICHIAMO UN ARTICOLO DELL'APRILE 2014


domenica 13 aprile 2014

Civicaoriolo : Stiamo organizzando incontri per far conoscere le varie soluzioni sul futuro della nostra Faggeta

Alcuni    articoli  apparsi   sulla  stampa   locale,  sottolineano   le preoccupazioni   dell’Associazione  ambientalista    Accademia Kronos  con sede in Ronciglione ,  riguardo   al taglio di faggi secolari   lungo la provinciale   che dal lago  di Vico   arriva   al bivio con San Martino  al Cimino , negli articoli   si rileva   che il Comune   di Caprarola  “Approfittando “    della pericolosità   di alcuni faggi   vicini alla sede stradale     ha  fatto abbattere   circa 900  alberi ,  quando le piante malate   fossero   solo  50. Anche    Luigi Portoghesi  (in un articolo pubblicato  sul messaggero di Viterbo il  25 marzo) docente  di Pianificazione  forestale  al Dibaf  (dipartimento  innovazione  sistemi  biologici, agroalimentari  e forestali  )  dell’Universita’ della Tuscia   esprime   perplessità ,  infatti,   nonostante  sia stato  inserito  in un progetto   di  sperimentale  di assestamento   forestale regionale  delle aree  della Riserva  a cominciare dalla Faggeta di Soriano   rileva  come l’area   della  sperimentazione  sia   troppo ampia (65 ettari  ndr quando ne basterebbero  solo la metà   dice il docente )   c è il rischio   concreto  che i tagli    non consentano  il normale  turn over  dei faggi,  ma    soltanto    l’attecchimento  al  posto del Faggio  di  altre   essenze  arboree,  Nello stesso articolo   Accademia  Kronos  ribadisce   che  gli amministratori di Caprarola  si muovono   in  un’ottica di fare cassa ,  invece   dovrebbero   seguire  progetti alternativi come quelli  messi  in campo dal Comune  di Ancona   che  attraverso progetti di adattamento  ai cambiamenti  climatici   ha ricevuto  dalla  Comunità europea    milioni di euro.  E’  proprio questo il punto   i    media  nazionali ed   europei    proprio  il 31 Marzo    hanno evidenziato   la  dichiarazione  dell’IPCC   ( intergovernmental   Panel on  Climate Chang )   delle nazioni Unite,    organizzazione   mondiale   che studia  il clima  terrestre , che   disastri   climatici   dovuti  all’innalzamento  della temperatura  globale   siano  una realtà   ineludibile , in particolare  lo studio  presentato    il 31/ marzo   a  Yokohama  in Giappone  dice testualmente  “ Il cambiamento climatico   sta colpendo le vite  e il benessere di intere popolazioni così  come quello di ecosistemi delicati alla base di importanti cicli  vitali “      orbene  per ecosistemi delicati, relativamente a quelli     forestali  primeggia  il faggio   una  pianta  che è riuscita  ad acclimatarsi , dopo l’ultima glaciazione  terrestre, sotto i 700  metri di altitudine    (solitamente  i faggi   prosperano   dai 900  ai 1500  metri )   ma ora con l’innalzamento    costante   della temperatura   dell ‘ aria   i faggi  situati   a livelli bassi come quelli   del lago di vico  di Bassano  romano  e Oriolo romano   una volta tagliati   difficilmente riescono a    rigenerarsi .   da queste problematiche   Civicaoriolo   vuole aprire   un dibattito   ricordiamo  infatti   le  medesime   preoccupazioni    espresse  da Enza Ferri   della Tutela Ambiente di Bassano   dopo il taglio    della   faggeta   di Bassano  Romano  attigua alla nostra di Oriolo ,  lì veramente  poi si andati   molto  oltre  il  normale  taglio culturale   come   evidenziato  poi   da una   serie di interventi  sanzionatori   a posteriori della Forestale   l’intervento   sul Corriere della sera   di Fulco Pratesi   che denunciava lo scempio    realizzato a Bassano Romano.  Anche a Oriolo   esiste un piano  di taglio culturale  della Faggeta   che sembra per il momento stato  bloccato dall’ente parco  di  Bracciano-Martignano   ci sembra veramente il caso di   dare corso  a una serie di incontri   per  far conoscere il progetto  alla cittadinanza , infatti   dopo un’interrogazione   del Consigliere   Caropreso   il Comune   rispose   dopo molto tempo con   un laconico “  non siamo  i proprietari del sito “   che ha lasciato  sgomenti molti  in paese  opposizioni  comprese , in particolare    Antonio  Feliziani   del circolo  del partito  democratico  di oriolo  di stretta osservanza  renziana   che da molto tempo   incalza  i suoi compagni di partito  e gli amministratori  dell’Università Agraria   di Oriolo  (Proprietaria  del sito )  che    in gran parte fanno parte del   medesimo      partito  , lo possiamo  dire con certezza   leggendo  le continue sollecitazioni   da parte di   Feliziani   su Facebook   con    “  confronti  anche duri   “   ecco siamo convinti  che   un eventuale  taglio   culturale anche se ben fatto   in primis   non  risolva   i problemi  economici   dell’Università   Agraria  (magari su questo tema ci torniamo a breve  )   e che   invece   si riallacci   alle  preoccupazioni 

 di tutte quelle Associazioni che   hanno fatto sentire la loro voce   a Caprarola e Bassano,  a Oriolo  sembra che siamo ancora in tempo   ma è il momento   di agire   in  modo   trasversale   perché’   la faggeta è un patrimonio  che   non può esser lasciato  agli indirizzi  di un circolo   od  ad  un Ente Agraria  magari    pro tempore .  Stiamo lavorando quindi  per  sensibilizzare  un  fronte  trasversale   di  Associazioni   ed    Enti,  movimenti politici, esperti,  per   dare  un segnale forte di conoscenza  e consapevolezza. Per fare uscire  una risposta   chiara   di confronto tra le varie  ipotesi  di intervento      CivicaOriolo

Domenica   22  maggio  durante  il confronto  tra i   candidati  aspiranti Sindaci  abbiamo assistito  ad un vivace  scontro dialettico  tra la Lista  L'Altra Oriolo  e  gli ultras  della Lista  Insieme  per oriolo  questo  articolo  mette  i puntini  su quello che stava succedendo  due anni  fa

la redazione  Civicaoriolo


 

lunedì 23 maggio 2016

L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL'ESSERE ..............ARROGANTI




 

Parafrasando  il titolo del celebre  romanzo   di Milan   Kundera .

Ambientato negli anni intorno  al 1968, che descrive la vita degli intellettuali e artisti cecoslovacchi nel periodo fra la primavera di  Praga e la successiva invasione da parte della ‘Unione  Sovietica.

Non possiamo non rilevare o sottacere quello che è avvenuto durante la bella iniziativa della.   

Prima   “Agri ORIOLO”   Organizzata   dal Comune  dall’Agraria   in collaborazione con la Pro  Loco   nella   suggestiva  cornice   del Parco di Villa    Altieri .   Prima  si è voluto intestare l’iniziativa anche in nome della Lista “ Insieme per Oriolo “

Poi si è voluto in  nome   di una pelosa  furbesca  terzietà vietare  Ed  impedire  persino piccole distribuzioni di programmi elettorali delle liste di opposizioni ,  magari ad amici.

  Quando nei convegni accanto   ad uomini delle istituzioni regionali (targati PD) Con i lori interventi di politica regionale di leggi di spesa e investimenti nel settore agricolo   per Milioni di Euro  ,  hanno partecipato    uomini    della  politica    provinciale   e Nazionale   tutti targati   PD.

Con la ciliegina  sulla   torta dell’intervento  di  un candidato   della   Lista   “Insieme   per oriolo  “    Gianni    Petrocchi

Come si può abusare così ’  dell’  intelligenza e  della pazienza    dei cittadini    a cui si   narra  di liste civiche   trasversali .

  Non  sappiamo quanti danni   poi queste   parate     (accanto a nobili  e meritorie iniziative  )  possano  penalizzare   quei candidati   che    si  stanno  proponendo      come autonomi   e forieri   di cambiamento di indirizzo politico  all’interno  della  lista  insieme  per Oriolo. 

La nostra speranza   e’ che queste iniziative   si consolidano    e non vengano mai associate    a iniziative    spot  come   intervenire   sulla pulizia  delle strade   del rattoppo delle   strade  tentate   sempre   nel momento topico delle   elezioni   in un  orgia   della politica   da specchietto   per  allodole .

La redazione  di CivicaOriolo

giovedì 12 maggio 2016

TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE




 

Nell’articolo  precedente, abbiamo  rilevato  come la storia   di   “ Insieme  per oriolo “   è stata anche segnata  da  cambi di  strategie, cambi di casacche, e  alleanze, di metodi  amministrativi  non sempre limpidi, e  quindi  in  forte contraddizione  con lo spirito  originario.

 Abbiamo rilevato come  i “Poteri  Forti  economici “ piano piano, sono diventati  da prima ostativi , ai principali   punti di riferimento . Per poteri   forti, naturalmente intendiamo  interessi legittimi   che operano nel campo edilizio   ma che in molti casi   sono stati in grado di determinare  linee politiche amministrative.   Facendo  un passo  a ritroso  nel tempo  a beneficio  di chi   non ricorda  o non  ha seguito   quelle  vicende  (magari  soltanto per la  giovane età .)

E’ singolare che gli attori protagonisti della famosa “ variante a macchia di leopardo “ frutto di accesi  scontri  all’interno   della Maggioranza   DC-Psi fine anni  novanta ,   rimasta nei cassetti  per anni , tanto da essere  considerata  uno dei  principali motivi  della sconfitta   di quella  coalizione, a  favore di   “ Insieme  per oriolo   “ che  una volta    vinte le elezioni   ha cambiato  quella impostazione,  tanto da ritirarla e riproporla   nuova di zecca. Gli attori  protagonisti  sia di un campo sia dell’altro, adesso si ritrovano  appassionatamente   e  teneramente  in questa  tornata elettorale, ancora di più   insieme  con “ Insieme per Oriolo “   Forse   che siamo in vista   di una nuova Variante al   P.R.G. .  Se fosse cosi, avrebbe un senso    quello  che  sta succedendo .

 La nuova  torta  (  che visti   i tempi grami ahimè  sarebbe  una tortina  )   potrebbe  essere    il triste epilogo   di questa storia  .   Ci rimane il dubbio   di come  alcuni tecnici  presenti in lista  ( a cui auguriamo una  brillante carriera )  non possano incappare   nell’atavico   conflitto di interessi  nazionale.    Passeremo quindi  dalla   Variante   “ a macchia  di Leopardo “  direttamente   al Gattopardo   e la sua celebre frase   “  Se vogliamo che tutto rimanga così   come  è , bisogna che tutto  cambi  “

 

La redazione di Civicaoriolo

giovedì 21 aprile 2016

C'ERA UNA VOLTA "INSIEME PER ORIOLO " ordinarie storie di mutazioni geneteche




Se   avrete, il   piacere  di andare sulla  pagina  facebook  della lista    “insieme per Oriolo “ ,Vi renderete conto che gli autori   e gestori  della pagina, puntano  ad   accreditare   questa  tesi   :  Partendo  dalla famosa  lista del 1993, in continuita’  ed in una sorta di crescendo  Rossiniano  di buon governo, di buone pratiche  amministrative , si arriva fino ad oggi con il  cambio generazionale, frutto di lungimiranza  ed illuminismo politico.

 Premesso che tutte  le tesi   di  “ STORYTELLING  “    di Renziana   memoria, di cui ci si fa  forza sono legittime. Noi ci soffermeremo su alcune considerazioni che vissute  dall’interno  da  fondatori  di quella stagione ( 1993) , crediamo   sommessamente   ed umilmente siano   più inerenti alla realtà.

 E’   successo che in realtà   quei giovani   che nel 1993, parteciparono  alla storia  di   quella lista , per  tanti   motivi  non si sono   sentiti  più  a  loro  agio,  usciti    con le  buone  o con le cattive  oppure accompagnati   alla porta  . Quelle amministrazioni negli anni   accanto  a buone pratiche  amministrative   a  buone iniziative ,  hanno convissuto   con  l’egemonia   e la furbizia  del  il leader   del maggiore  partito della sinistra fin dagli anni  90  PCI  Pds   Ds  e poi  Pd  un egemonia ,  modellata  a sua immagine  e somiglianza   l’innominato   Carones ,  un politico  a tutto tondo  che spesso  si  intestava , iniziative , progetti, sudore degli altri  consiglieri  che poi diventavano  scomodi   e da  emarginare, quindi     faceva  e  disfaceva  alleanze .

Quanti avversari di quella  stagione   sono diventati  i suoi principali e fedeli  alleati  tanti ,forse troppi .  

   Accentrava    e deteneva   l’edilizia fino  ad oggi 2016 ,  posto di potere    indiscusso   con cui blandire ,   avversari   ed alleati   e   trattare con i poteri  forti   economici    del paese.

  Nel 1993  quei ragazzi   avevano contro  quei poteri   economici  che invece  ora    stanno  al tavolo   di “ Insieme per Oriolo”  ecco  la differenza sostanziale  ed indiscussa. Al  tal punto  che   leader  da sempre all’Opposizione  di “ Insieme per Oriolo “ fino a pochi mesi fa   , forse  stremati  dalla  mancanza di potere si sono  accomodati o tentano di accomodarsi  in prima  fila, sul carro del vincitore , ed altri   che fino a  poche settimane   fa   sbandieravano   la loro voglia di cambiamento,  accecati  dal proprio  ego   stanno   facendo   il gioco   dei  soliti noti, leggasi lista  civetta in appoggio  ad Emanuele  Rallo   (con magna  gaudio  dell’innominato e di quei poteri economici  che sono  stati  utili alla  causa  ).

Tutti  incuranti   delle  situazioni  poco trasparenti , emerse  prepotentemente , in questi ultimissimi  anni,  dei tanti nodi  e danni  causati  a tante famiglie per superficialità  amministrativa  o peggio.  Ne  vogliamo  elencare  qualcuna,  frutto di  accese polemiche  maggioranza –opposizione   :  La convenzione edilizia  di via  Lazio, Via delle  Cave , strada  in zona Eurospin, il palazzo  del Governatore, la costruzione delle nuove scuole  elementari e materna , la zona  PEEP .

  Emanuele Rallo   che ha vissuto  quest’ultima  stagione , da protagonista  e  si appresta  a prendere  questa  impegnativa   eredità , sa  che   lo sforzo più grande  sara’  riuscire  proprio  a convincere  e convincersi ,  che  dietro di lui  o magari di lato  non ci sia più  l’innominato  e  i  suoi  nodi  o scheletri  nell’armadio, magari pronto   a subentrare  come assessore  esterno. Convincere   e convincersi  che   “ Andiamo a vincere “    alzare l’asticella   sia un bene per il paese, per il vero rinnovamento di questo paese .

 Noi sommessamente,  umilmente, abbiamo  qualche dubbio, qualche ragionevole  dubbio (senza per forza  dover passare per invidiosi  e cattivi)   abbiamo  messo  già  cinque anni fa  la nostra passione  e le nostre intelligenze   verso  liste  nuove,  continueremo   così.   Abbiamo fatto  opposizione ,  credibile   e costruttiva   fino alla fine,    anche quando   qualcuno  trattava o stava  trattando    per entrare  sul carro  del favorito vincitore.

 Ai posteri  l’ardua sentenza

Vogliamo  chiudere con messaggio  subliminale.

 Una celebre frase  di  S. Littlewood    sull’amicizia

“ Una grande amicizia ha due ingredienti principali:  il primo è la scoperta di ciò che ci rende simili, il secondo è il rispetto di ciò che ci fa diversi.

La  Redazione  di Civica oriolo

 

 

martedì 12 aprile 2016

LE RAGIONI DEL SI DOMENICA 17 APRILE ANDIAMO A VOTARE FACCIAMO VINCERE IL NOSTRO MARE

Nello specifico si chiede di cancellare la norma che consente alle società petrolifere di cercare ed estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti temporali alla durata delle concessioni. Infatti, sebbene le società petrolifere non possano più ottenere nuove concessioni per estrarre in mare entro le 12 miglia, le ricerche e le attività petrolifere già in corso – secondo una norma approvata lo scorso dicembre – non hanno più scadenza certa.
Per mettere definitivamente al riparo i nostri mari dalle attività petrolifere occorre votare "Sì" al referendum. In questo modo le attività petrolifere andranno progressivamente a cessare, secondo la scadenza "naturale" fissata originariamente, al momento del rilascio delle concessioni.
Un'eventuale vittoria del "Sì" non farebbe perdere alcun posto di lavoro: neppure uno. Un esito positivo del referendum, infatti, non farebbe cessare immediatamente, bensì solo progressivamente, l'attività petrolifera in corso entro le 12 miglia, secondo le scadenze già stabilite. Prima che il Parlamento, lo scorso dicembre, introducesse la norma su cui gli italiani sono chiamati a esprimersi alle urne, le concessioni per estrarre gas e petrolio avevano normalmente una durata di 30 anni più proroghe. E ciò era noto a ogni società petrolifera (e ai suoi dipendenti) fin dal momento del rilascio della concessione. Una vittoria del Sì non farebbe altro che mettere una scadenza certa a queste concessioni già in atto: quella prevista al momento del rilascio, senza consentire ulteriori proroghe. Il punto è stato chiarito dalla stessa Corte Costituzionale che, nella sentenza di ammissibilità del quesito referendario (sentenza n.17/2016), ha precisato che l'effetto di una eventuale vittoria del Sì sarà quello di impedire "DEROGHE ULTERIORI QUANTO ALLA DURATA DEI TITOLI ABILITATIVI GIÀ RILASCIATI".
Le trivellazioni offshore sono attività di ricerca o estrazione del petrolio e del gas in mare.
Con il termine di uso comune “trivelle” si intende un insieme ampio e complesso di attività che vanno dalla perforazione dei pozzi di ricerca a quella dei pozzi di produzione, dalla realizzazione di gasdotti e oleodotti all'installazione di piattaforme petrolifere.
Gli impianti variano a seconda dei fondali, delle caratteristiche del giacimento e del tipo di combustibile estratto. Ma tutti - oltre ad avere delle emissioni inquinanti per il mare e l'aria - sono intrinsecamente insicuri, soggetti a possibili malfuzionamenti, incidenti, rotture. Dunque sono estremamente pericolosi per l'ambiente.
L'airgun è una tecnica di prospezione geosismica che consiste nel sondare i fondali marini con una sequenza di esplosioni di aria compressa. Queste esplosioni generano bolle d'aria la cui espansione repentina produce onde compressionali. La rifrazione di queste ultime sul fondo marino - interpretata da apposite apparecchiature - permette di mappare la composizione geologica degli strati che si trovano sotto i fondali e di ipotizzare la presenza di giacimenti di idrocarburi liquidi o gassosi.
Questi test producono livelli di inquinamento acustico fino a otto volte maggiori del rumore di un jet in fase di decollo. Hanno impatti negativi su moltissimi organismi marini (cetacei, tartarughe, pesci, molluschi e crostacei) e possono causare loro danni agli organi interni, alle uova o alle larve; stress, panico e altre alterazioni comportamentali come l'allontanamento da aree di foraggiamento o di riproduzione.
Studi scientifici dimostrano gli impatti negativi di queste attività sui cicli vitali di numerose specie ittiche: nelle aree dove si realizzano campagne di prospezione con l'airgun le catture della pesca possono ridursi fino al 70%, sia per le specie demersali che per le specie pelagiche. Questa riduzione degli organismi marini si osserva fino a 18 miglia nautiche (35 km) dal punto dove si concentrano le esplosioni.

È stato inoltre provato che le onde sonore provocate dagli airgun si propagano in mare per almeno 3000 km, con impatti negativi difficilmente stimabili, che possono includere stress comportamentali e psicologici cronici per le balene e altri cetacei (fra cui il pericolo di separare i piccoli dalle madri); uccidere organismi marini; interferire nei processi riproduttivi e confondere gli animali al punto di alterare le loro risposte ai predatori.
L'impatto sull'ambiente delle trivellazioni in mare può essere devastante: nessuno può escludere incidenti gravi e la portata di uno sversamento di petrolio, in un mare chiuso come il Mediterraneo, che impiega circa 90 anni per il ricambio completo delle proprie acque, potrebbe danneggiare gli ecosistemi in modo irreparabile.
Mentre tutti abbiamo ancora negli occhi e nella mente le immagini dei numerosi disastri che hanno costellato la storia dell'estrazione di petrolio in mare - a partire da quelle dell'incidente nel Golfo del Messico del 2011 - in Italia il legislatore ha deciso che le trivelle sono al 100% “sicure per legge”. Infatti una norma del 2005 (l'art.1 della legge 238) esclude le piattaforme petrolifere dalla categoria di impianti a rischio di incidente rilevante. Questo significa che le compagnie non hanno l'onere di dimostrare quali accorgimenti sono in grado di adottare per scongiurare, contenere o mitigare sversamenti di ingenti quantità di idrocarburi in mare. Semplicemente perché, secondo il legislatore, non possono avvenire in ogni caso!
È chiaro inoltre come le trivelle possano avere impatti negativi sul turismo e sulla pesca sostenibile, settori vitali della nostra economia che andrebbero tutelati da ogni rischio. Si pensi che il turismo costiero fa registrare ogni estate oltre 40 milioni di presenze di turisti stranieri nei nostri mari; e che la pesca oggi, senza contare i suoi indotti e la maricoltura, impiega circa 25 mila persone.
No. I dati parlano chiaro: le riserve certe di petrolio sotto i nostri fondali ammontano a meno di 2 mesi di consumi nazionali. Quelle di gas a meno di 6 mesi.
Riempire i nostri mari di trivelle, insomma, non ridurrebbe affatto la dipendenza energetica dell'Italia dall'estero. Ancor più: non stiamo parlando di risorse che, una volta estratte, sarebbero patrimonio della comunità. Non c'è una compagnia di Stato che potrebbe beneficiare di questo piano di trivellazioni, ma soltanto i petrolieri e il loro profitto privato. Petrolio e gas, una volta estratti, apparterebbero a loro, non agli italiani.
Poco. Anzi, pochissimo. I numeri forniti dal governo (25 mila nuovi posti di lavoro) sono gonfiati. Lo scrive chiaramente uno dei massimi esperti al mondo del settore petrolifero, Leonardo Maugeri: «L'industria del petrolio non è ad alta intensità di lavoro. Si pensi, per esempio, che la Saudi Aramco, il gigante di stato saudita che controlla le intere riserve e produzioni di petrolio e gas dell'Arabia Saudita, impiega circa 50 mila persone (molte delle quali solo per motivi sociali) per gestire una capacità produttiva che, nel petrolio, è oltre sette volte il consumo italiano, mentre nel gas è superiore del 40% al fabbisogno nazionale. Inoltre, le possibili produzioni italiane cui dare mano libera sarebbero vantaggiose (...) solo se si tengono sotto stretto controllo i costi, e quindi si limita l'assunzione di personale. Infine, gran parte dei siti produttivi si controllano con poche persone, in molti casi da postazioni remote. Anche nel caso di un via libera generalizzato alle trivelle, quindi, è alquanto dubbio che si possano creare i posti di lavoro di cui si è parlato (25 mila): forse il numero sarebbe di poche migliaia».
Mentre il governo con una mano sostiene un piano fossile che non porterebbe alcun reale beneficio in termini occupazionali, con l'altra sta adottando una serie di provvedimenti che penalizzano duramente il settore delle energie rinnovabili, quelle su cui puntano le maggiori economie mondiali: nell'ultimo anno e mezzo si stima che siano stati persi 60 mila posti di lavoro
Sono i diritti che le compagnie petrolifere devono versare allo Stato e ai territori interessati dalle trivellazioni. Sono espresse in percentuale del valore economico degli idrocarburi estratti. In Italia quelle per le trivellazioni offshore sono fra le più basse al mondo (o forse le più basse): solo il 7%. Tra l'altro, il gettito annuo delle royalties delle trivellazioni offshore (circa 400 milioni di euro) è paragonabile a quello che il governo ha sprecato non accorpando il referendum alle tornate elettorali ammnistrative.
No, a meno che per guadagno si intendano gli spiccioli. Il gettito che si può ricavare dalle royalties è trascurabile. Ad esempio, quello che sarebbe venuto da uno dei progetti più contestati negli ultimi anni (quello di Ombrina Mare, al largo delle coste abruzzesi) si sarebbe tradotto, per i cittadini di quella Regione, in circa 80-90 centesimi di euro pro capite all'anno.
Trivellare i nostri fondali, ecosistemi preziosi e delicatissimi, conviene solo alle industrie petrolifere, non alla collettività, allo Stato o ai governi locali.
È l'esenzione dal pagamento delle royalties sotto una soglia minima di produzione. O, se si preferisce, l'ennesimo regalo ai petrolieri.
Per le estrazioni in mare questa soglia è fissata in 80 milioni di metri cubi standard per il gas e in 50 mila tonnellate per il petrolio. A oggi, oltre la metà dei campi di estrazione in mare produce sotto queste soglie: dunque le compagnie non versano un centesimo di royalties. In pratica, è solo un trucco per non smantellare impianti sempre più obsoleti, fragili e pericolosi.